Lei mi guarda tutta seria, con quell’aria di chi sta per fare un investimento importante.
«Cerco un computer semplice, che non sia troppo costoso perché mi serve solo per giocare.»
«Ok, per giocare a cosa? Glielo chiedo perché in base a quello che si vuole fare servono caratteristiche diverse.»
Lei aggrotta un po’ la fronte, come se le avessi chiesto di configurare un server della NASA.
«Ah no no, a me serve per giocare a carte… solitari… quelle cose lì. Non mi serve internet né niente di complicato…»
«Va bene…»
Già lì avevo capito che non avrei dovuto parlare di RAM, SSD o processori. Dovevo tradurre tutto in “si accende” e “funziona”.
Poi lei aggiunge:
«Sì, lui aveva già un computer, però adesso ha dei problemi e non funziona più.»
«Quanto tempo ha il computer? Sapete che sistema operativo ha?»
Lui, con una calma olimpica:
«Avrà vent’anni. È di quelli fissi… con Windows 90… 95 mi pare… Non ricordo bene.»
Mi si è accesa davanti agli occhi l’immagine di un monitor col tubo catodico profondo mezzo metro, color panna ingiallito dal tempo, con il tasto “Turbo” davanti.
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