Museo.
Lavoro come guida anche nei musei scientifici della mia città e nel programma della giornata ho un’attività didattica, alle 10, con una classe di prima elementare.
Siccome non abito in città, vengo ogni giorno a lavorare in treno e questo fa sì che debba dipendere dagli orari di questo, per cui arrivo al museo o molto in anticipo o terribilmente in ritardo. Per ovvi motivi preferisco l’anticipo.
Dunque mi ritrovo al museo già alle 7:50.
Essendo molto in anticipo, penso di riuscire a preparare tutto il materiale per l’attività e forse persino bere un caffè dalla macchinetta.
Non riesco neppure ad appoggiare la borsa, che arriva la GENIA con i pargoli al seguito (ore 8:00.): “Buongiorno, siamo della scuola Pinco Pallino, avremmo prenotato una visita.”
Panico.
Forse ho sbagliato io?
Ho letto male l’agenda?
Ricontrollo.
No: c’è scritto 10:00-12:00.
Chiedo conferma alla maestra: “A me risulta che avevate prenotato alle 10. È corretto?”
Sì sì, ma abbiamo deciso di venire un po’prima.
(un POOOOOOO’??)
Beh… visto che siamo qua, non potresti iniziare prima?
Cortesemente, le faccio notare che no, non posso iniziare prima, anche perché non ho preparato ancora nulla.
Scocciata sbuffa: “Vabbè, intanto noi facciamo pipì e merenda, dai…”
Dopo un quarto d’ora torna alla carica.
E ancora, fino a che, stremata, cedo.
L’apoteosi è quando ho iniziato la visita: dopo tipo 5 MINUTI di spiegazione, la maestra mi interrompe: “Beh… dai, non spiegare più, sai, sono piccoli, non capiscono.”