Stamattina si parte belli frizzanti.
Squilla il telefono.
“Buongiorno, ho letto sul quotidiano XX che fate le consegne a domicilio”.
“Certo signora, mi dica pure il modello della sua stampante e vediamo se ho le cartucce disponibili”.
“No no, io non ho bisogno di cartucce. So che vendete solo queste cose eh, ma mi chiedevo se fosse possibile farsi consegnare una piccola spesa da voi”.
“Spesa?”
“Sì! Uova, latte, pane… quelle cose lì! Pago eh!”
Per un attimo penso di aver capito male.
“Guardi signora, purtroppo no. Consegniamo solo articoli del negozio, quindi cartucce, stampanti, cancelleria…”
Silenzio di due secondi.
“Eh ma siete già in giro per le consegne, cosa vi cambia prendere anche due uova?”
Cerco di rimanere professionale.
“Signora, capisco, ma noi non siamo un supermercato. Se è in difficoltà posso darle il numero di un’associazione di volontari che fa consegne di spesa a domicilio…”
E lì cambia tono.
“MA CHE VOLONTARI! IO AVEVO SOLO BISOGNO DI FARE UNA SPESA!
Se non avete voglia basta dirlo!”
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