Scatta la corrente. Tac.
Silenzio. Monitor nero. Stampante morta. Il POS che emette l’ultimo bip, tipo respiro finale di un paziente in una serie medical.
Con le luci spente, faccio l’unica cosa sensata: chiudo la porta e attendo che torni. Immobile. Al buio. Come un soprammobile consapevole.
Dopo trenta secondi netti — trenta, perché il tempo in questi casi si dilata ma non troppo — sento bussare.
Apro uno spiraglio.
«MI SCUSI! COME MAI È TUTTO SPENTO? GIÀ ALLE 10 DI MATTINA ANDATE VIA?»
La domanda è lanciata con genuino stupore, come se avesse scoperto una nuova, inquietante usanza aziendale: l’apertura fantasma.
«Signore, purtroppo è andata via la corrente. Stiamo attendendo che torni. Cosa deve fare?»
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