Negozio di arredamento: chiuso il lunedì mattina, serranda a mezza altezza. Sono comunque all’interno per organizzare la settimana, fare lavoro di ufficio e rispondere alle telefonate.
Arriva lei: la disagiata che, assieme al figlio di 240 mesi che non l’ha fermata, decide di abbassarsi passando sotto la serranda ed entrare nel negozio completamente buio, con solo la flebile lucina dell’ufficio acceso.
“C’è NESSUNOoOoOoooO!?!?!”
Vuoi che in quello stesso momento, squilla il telefono e rispondo.
Mentre parlo al telefono con un fornitore (telefonata molto importante perché dovevamo decidere il da farsi su una fornitura difettata), mi si piazza lei davanti la vetrata dell’ufficio ed io, cercando di essere il più gentile possibile, le dico:
“Un minuto solo signora.”
Lei attende forse 15 secondi scarsi ed entra con maleducazione nell’ufficio.
“MA IN QUESTO NEGOZIO, NON C’E’ NESSUNO?”
“Signora, attualmente siamo chiusi, per questo gli uffici sono vuoti, se mi aspetta che finisco la telefonata vedo se posso aiutarla io.”
Riesco a fatica a finire la telefonata con l’occhiataccia storta di questo spaventapasseri quando mi fa:
“Avrei bisogno, di vedere un arredamento completo a poco prezzo per mio figlio.”
“Guardi signora, per un arredamento completo, deve prendere appuntamento con un commesso che la saprà aiutare in ogni sua esigenza, io mi occupo dell’ammin….”
“MI HA FATTO PERDERE UN SACCO DI TEMPO!!!”
e se ne va, contrariata, riabbassandosi alla serranda a mezza altezza per uscire dal negozio, con il figlio che aveva la faccia da “avete perso un cliente.”