Successo ieri in profumeria. Una signora entra ‘solo per guardare’ e dopo aver provato almeno 10 profumi, mentre stava andando via, si accorge che c’è il 30% di sconto, quindi dopo altri 20 minuti decide di acquistare. Le faccio lo scontrino ma vedo che con il sacchetto, invece di andare via, continua a girare per il negozio.
Mi avvicino e la vedo provare l’ennesimo profumo, mi chiede se è più buono di quello che ha acquistato, allora le spiego che non c’è nessun problema se vuole cambiare il profumo, ma che per gusto personale preferivo quello acquistato. Il negozio era pieno di gente e lei mi teneva lì bloccata, con la sua indecisione, a chiedere i miei gusti personali per capire se aveva fatto la scelta giusta, a quel punto per concludere il discorso e convincerla, le spiego che aveva preso un profumo delicato ed elegante che rispecchia la sua personalità, che fra tante fragranze non è facile, ci vuole gusto, perché non tutti i profumi sono uguali, ma lei mi chiede qual è il profumo che preferisco, allora io le dico che a me piacciono un po’ tutti, compreso quello che aveva comprato.
Poi mi chiede quale è quello che odio.
Io non vedevo l’ora di chiudere e mi viene in mente di dire un profumo a caso, che era in un angolo in fondo allo scaffale, completamente diverso dal suo acquisto. La butto lì solo per chiudere la conversazione e dico il nome del profumo, lei si gira, mi guarda negli occhi e dice: “È il mio profumo, quello che uso da vent’anni.”
Ecco.