Ore 7:35.
Apertura ore 9:00.
C’è pure il cartello bello chiaro, scritto in caratteri che manco la Bibbia di Gutenberg.

Io sono lì dalle 6:00, già in laboratorio, con gli occhi ancora mezzi chiusi ma le mani che lavorano: impasti, farciture, preparazioni. La giornata è lunga, la produzione deve essere perfetta.
Fuori, la serranda è mezza abbassata e la porta chiusa a chiave. Tutto nella norma.

Alle 7:30 bussa un fornitore, entro, scarico, pago, saluti veloci. Apro la porta giusto il tempo di far uscire i bancali. Non faccio in tempo a chiudere che bam!… come un’invasione aliena.

Entra lei.
La Signora.
Zero buongiorno, zero sorriso, zero educazione. Faccia torva, aria da “mi devono tutti qualcosa”.
Avanza a passo di marcia, si pianta davanti al bancone ancora spento, senza luci, con due vassoi mezzi vuoti che sembrano il deserto del Nevada.