Ristorante italiano su un’isola greca: intenditore di vini tedesco.
Entra una coppia, si guardano intorno, non salutano, stanno lì con la boccuccia a culo di gallina e mi fissano. Li saluto, chiedo loro se preferiscono stare fuori in zona fumatori o dentro in quella non fumatori, come faccio sempre. Non rispondono e si infilano dentro, sedendosi a un tavolo senza aspettare di essere accompagnati.
Sono di mezza età, tedeschi fino al midollo, freddissimi.

Ordinano una pizza in due e mezzo litro di vino sfuso, bianco, quello da poco.
Lui versa il vino nel bicchiere e lo fa roteare, sempre con la boccuccia a culo di gallina, lo annusa, lo fa roteare di nuovo, lo annusa di nuovo.
Lo assaggia appena appena con aria schifata e mi chiama.
Questo vino è aspro e non è di buona qualità.
Grazie ar ca**o penso, ma non lo dico. Rispondo invece: “É vino locale sfuso, quello che vendono tutti i locali dell’isola, costa poco, non è chiaramente un vino da intenditori.”
Cioè, se prendi un vino sfuso da 2,5€ a bicchiere, cosa ti aspetti?

Mi guardano schifatissimi, come se avessi detto loro che era in realtà spremuta di scarafaggi.
Prosegue imperterrito il Secco:
Ma nella lista dei vini avete vini di classe.