Il cliente preventivo

Ho (o meglio avevo) un cliente particolare (anche se chiamarlo cliente…), alto (e già lì, scatta un po’ d’invidia), sandali e calzini d’inverno e sandali senza calzini d’estate (per quelli nessuna invidia), l’immancabile marsupio in pelle nera alla Furio, i capelli modello Niccolò Fabi (solo un po’ più sporchi).

Ogni volta viene in negozio, passa almeno dieci minuti a guardare lo scaffale con i prodotti chimici e poi chiede un preventivo per qualcosa che naturalmente non compra, tutto questo da almeno 5 forse 6 anni, mi ha seguito anche dopo il trasloco, imperterrito, imperturbabile e perseverante.

Lui non entra in negozio.
Compare.
Silenzioso.
Si ferma davanti allo scaffale.
Prende un prodotto.
Lo guarda come se stesse leggendo la formula della Coca-Cola.
Lo rimette giù.
Ne prende un altro.
Stessa scena.
Dieci minuti così. Sempre.

Poi arriva al banco con aria seria, come uno che sta per comprare un motore d’aereo.

“Volevo un preventivo.”