24 dicembre.
Negozio pieno, con una di noi a far rispettare la capienza massima da Dpcm, un’altra in cassa con la fila perenne e altre due a servire le clienti.
Entra lei, sguisciando fra le grinfie della mia collega che le stava chiedendo di attendere l’uscita di un’altra persona prima di entrare.
“Faccio solo una domanda!”
Eccola là…la domanda…
Viene da me che con un occhio sto alla cassa, con l’altro conto i prodotti delle persone per capire se possono usufruire delle promo e col terzo occhio posso evidentemente seguire lei.
“Mia mamma ha comprato questa cipria ma ha sbagliato colore, ho lo scontrino, volevo cambiarla”.
“Allora sono 31,70€! Signora, a lei manca da scegliere il prodotto omaggio! Mi dà lo scontrino?”
Scontrino datato 15/10 sul quale la famosa cipria non c’è.
Ovviamente inizia a dire che non è possibile, anche se le faccio leggere i prodotti sullo scontrino e le spiego, nel mezzo della bolgia infernale, che senza lo scontrino giusto non potevamo farle il reso.
Esce e rientra due o tre volte, per telefonare a Padre, Figlio e Spirito Santo (che ringraziamo di non avere il contapersone), sempre fregandosene delle regole sulla capienza, finchè alla terza telefonata la madre le dice di aver trovato lo scontrino giusto.
Coro di alleluja.
“Domani siete chiusi, vero?”
“Ovviamente SÌ, signora”.
“Ah, e il 26?”
Fra le canzoni natalizie e le voci delle clienti si innalza un “COL CA**O!” che non capisco da quale delle mie colleghe provenga.
BUON NATALE!