Sono tatuatrice, e posso assicurarvi che non siamo assolutamente immuni alle richieste assurde. Anzi, spesso siamo proprio il bersaglio perfetto per chi arriva con idee confuse, Pinterest in testa e zero senso delle proporzioni.

In anni di lavoro ne ho viste parecchie: simboli copiati male, frasi in latino inventate, date sbagliate, nomi di ex fidanzate da coprire… il classico repertorio.

Ma tra tutte ce n’è una che, credo, non dimenticherò mai.

Roma, correva l’anno 2018.

Un pomeriggio tranquillo, studio mezzo vuoto, io che stavo sistemando le postazioni e preparando i colori per un appuntamento successivo.

Si apre la porta.

Entra questo signore tra i 60 e i 70 anni. Uno di quelli con l’aria decisa, la camminata lenta ma convinta, come se fosse entrato con un piano molto chiaro in testa.

Si avvicina al bancone.

“Buongiorno.”