Facevo la cassiera in un supermercato nel periodo in cui tutti erano diventati improvvisamente esperti di distanze di sicurezza, linee sul pavimento e “un metro minimo grazie”.

C’era chi stava attentissimo.
Chi disinfettava pure le monetine.
E poi c’erano quelli che ti respiravano direttamente nell’anima mentre passavi i pomodori.

Una mattina arriva questa coppia sulla sessantina.

Lui tranquillo, silenzioso, già con l’aria di uno che nella vita ha imparato che opporsi è inutile.
Lei invece iperattiva, di quelle che devono controllare ogni singolo movimento della spesa.

Io inizio a passare gli articoli.

“Buongiorno!”

“Buongiorno cara.”

Nel frattempo il marito resta diligentemente all’inizio della cassa, dietro la linea, con il carrello.

Lei invece prende il volo.

Prima si avvicina alla signora davanti che sta imbustando.

Poi si avvicina a me.

Poi praticamente si incastra tra noi due come un terzo giocatore non richiesto di Tetris.