Mi chiama un’addetta della Tim.

“Buongiorno, sono Cicuta della Tim, la chiamo per proporle un’offerta”

Guardo il telefono un secondo, già sapendo dove andrà a finire.

“Guardi, non le faccio perdere tempo, non mi interessa”

Pausa. Quella micro-pausa in cui capisci che dall’altra parte non hanno alcuna intenzione di mollare.

“Come fa a sapere che non le interessa se non ha sentito l’offerta?”

Sorrido tra me e me. Classica.

“Perché so già che non mi interessa, non sarà mai più economica della mia”

“Quanto spende?”

“Due euro al mese”

Silenzio. Ma non quello imbarazzato: quello incredulo.

“Con due euro non avrà nessun servizio”

“Guardi, io non uso il cellulare e due euro sono abbastanza, mi servono per essere rintracciata o chiamare in caso di necessità e ho 30 minuti al mese e forse ne consumo 10”

Dall’altra parte cambia tono. Meno gentile, più… didattico.

“Ma non ha internet!”

“Sì, ma lo uso solo per WhatsApp e basta ed avanza quello che ho nell’offerta e lei non può propormi nulla di meglio”

“Come pretende di trovare di meglio a due euro e magari vuole anche internet illimitato ecc…”

A quel punto mi appoggio allo schienale. Guardo il soffitto. Respiro.

“Guardi che io non pretendo nulla, è lei che mi ha chiamata ed io sono stata cortese fin dall’inizio dicendole che non volevo farle perdere tempo perché non mi interessava”

Lei non molla.

“Sì ma signora, almeno ascoltare—”

“No, perché non cambierebbe nulla”

“Ma magari abbiamo un’offerta con più minuti, più giga—”

“Non mi servono”

“Più qualità di rete—”

“Non mi serve”

“Più servizi inclusi—”

“Non mi servono”

Silenzio. Stavolta vero.