Banco salumi – versione lunga

“Buongiorno signora, prego.”

“Due etti di mortadella, grazie!”

“Con i pistacchi o senza?”

“Senza senza, che mia figlia è ciri… ceri… ceri… insomma quella roba là del glutine… meglio evitare.”

“Va benissimo signora. Sono subito da lei.”

Mi giro, apro lo scaffaletto del frigo e tiro fuori il cilindro rosa perfetto, lucido come una statua greca ma molto più saporita. Lo appoggio sul banco con la delicatezza di chi maneggia un neonato, solo che il neonato pesa sei chili ed è pieno di grasso buono.

“Aaaah… cara scusa aspetta, senza pistacchi!”

“Certo signora, è senza pistacchi” le rispondo girandogliela davanti agli occhi come se stessi mostrando un gioiello in vetrina.

Lei si avvicina. Strizza gli occhi. Inclina la testa a destra. Poi a sinistra.

“Aaaah ma no. Senza i cosi neri, che sennò mia figlia se ha i pistacchi non può mangiarla.”

“Signora, ma questi sono i granelli di pepe.”

Silenzio.

“Ah non sono pistacchi? Io credevo che fossero quelli…”

“Eh… succede. Comunque se non la vuole non c’è problema, non l’ho toccata. La rimettiamo via senza problemi.”

“No no, anzi meglio. Fa’ tre etti, chi se ne frega. E se lei non la vuole la mangio io che non ho malattie e almeno muoio contenta.”