“Buongiorno, il ragazzo che ci ha dato il cane è un vostro cliente e viene qui a comprare le crocchette, quali sono?”

Attimi di silenzio. Ma non un silenzio qualunque. Quel silenzio sospeso, carico di presagi, che di solito anticipa una domanda talmente assurda da farti rivalutare la scelta di alzarti dal letto quella mattina.

“Ok signora… come si chiama il ragazzo? Sa, non possiamo ricordarci di tutti.”

“Non lo so.”

Perfetto. Partiamo bene.

“Si ricorda la marca delle crocchette? Magari così è più facile.”

“No, non ricordo.”

A quel punto nella mia testa si attiva automaticamente il piano B: evocazione tramite arti arcane. Mi mancava solo il cristallo di luna, una candela e una capra da sacrificare per riuscire a indovinare marca, gusto e grammatura delle crocchette di uno sconosciuto senza nome.