Il lunedì mattina già non è una giornata in cui si è particolarmente empatici con la massa di ominidi a cui fa difetto la sinapsi neurale.

Se poi, appena sveglio, ti accorgi che tua figlia ha pasticciato col tuo telefono offrendoti l’occasione di risvegliare dal letargo la scheda con il codice PUK, hai già compreso quanto ti sarà difficile giungere sano di mente e di corpo all’ora del desinare.

Colazione saltata, caffè bevuto a metà perché “papà guarda questo!”, SIM bloccata, bestemmia trattenuta a fatica per non traumatizzare la prole e tu che esci di casa con quello sguardo tipico di chi ha già perso contro la vita alle 8:17 del mattino.

Arrivi al lavoro e capisci subito che l’universo ha deciso di testare i tuoi nervi come una corda di violino tirata oltre il limite. Il primo cliente entra senza salutare, tocca tutto, annusa cose che non andrebbero annusate e poi esce senza comprare nulla. Classico antipasto.

Poi arriva lui.