San Valentino, pranzo. Locale pieno, tavoli stretti stretti, fiori freschi ovunque e un brusio costante di chiacchiere e brindisi. Una coppia sulla cinquantina si alza, lui viene verso la cassa. Un uomo distinto, giacca scura, sorriso un po’ troppo largo. Mi prende sottobraccio con naturalezza, come fossimo vecchi amici.

«Senti,» mi sussurra, «ma se questa sera vengo con mia moglie posso stare tranquillo?»
Lo guardo, stranito. «In che senso?»
«Non è che mi sputtanate? Vi fate i ca**i vostri?»
«Certo, non si preoccupi.»
Si illumina. «Perfetto. Ci vediamo questa sera allora, poi ci mettiamo d’accordo.» Mi dà una gomitata complice, strizzandomi l’occhio, e se ne va.

Resto lì a fissare lo scontrino, pensando: ma che razza di vita fa, questo qua?