Farmacia, pomeriggio tranquillo.
Sto sistemando il banco degli articoli sanitari quando entra una signora sulla settantina, decisa, occhiali con la catenella, passo sicuro nonostante l’età.

«Buongiorno! Senta… cerco delle ciabatte.»

«Certamente, ne abbiamo diverse, che numero porta?»

Lei sbuffa, come se le avessi chiesto un enigma esistenziale.

«Eh… questo è un bel problema. Di base porto il 39. Però ho un piede talmente brutto che… guardi, il sinistro va bene il 39, ma il destro… boh, a volte ci vorrebbe il 40. Anche 41 quando si gonfia.»

Annuisco, abituata ai racconti da “guerra e ortopedia”.

«Allora porto il 39 e il 40, così proviamo entrambi.»

«Sì grazie… perché ho un piede… talmente brutto… che non le dico.»

Silenzio.
Spero finisca lì.
Errore da principiante.

Lei si china, slaccia la scarpa e annuncia fiera:
«Ora glielo faccio vedere!»

«Ma no signora, davvero non c’è bisogno…»