Domenica sera. Ore 19:23.
Il corpo è già a metà tra lo scaffale e casa, la mente ha staccato da un quarto d’ora, le gambe ti odiano e le orecchie non vogliono più sentire richieste tipo “avete quelle pile piatte ma un po’ tonde?”

Poi arriva lei.
Appare all’improvviso, come un miraggio fra i neon del reparto cura persona, e mi fa segno con la mano. Ma non un gesto normale, no. Una sventolata lenta, scenica, come se stesse salutando il marito sulla nave che parte per le Americhe nel 1893.

Mi avvicino. Lei attacca subito:
«Scusa cara… mi serve un rifinitore per i peli del naso

Detto con la serenità di chi sta chiedendo un sacchetto per il pane.

Le mostro i modelli disponibili, provo a spiegare con calma le differenze: batteria, lama, testina lavabile, uso anche per le orecchie…
Ma lei, nel frattempo, si toglie la giacca.
In pieno negozio.
Con gesto teatrale.
Come se fosse a un’asta per beneficenza.

«Sai… la menopausa. Tu sei giovane, ma vedrai quando toccherà a te. Adesso sudo solo a pensare. Ho messo su due rotolini, ma cerco di non mangiare. Il problema però… è il fiato!!»