Sabato sera, ore 20.

Arriva una comanda, ancora non l’ho staccata dalla stampante per leggerla e vedo una collega in sala che con scatto da centometrista arriva al pass.
“Per il tavolo 120 quanto c’è di attesa?”
Io guardo le comande che ci sono appese, pensando di aver lasciato indietro qualche tavolo per errore.
Niente.
Mi cade l’occhio sulla stampante…
“Ma il 120 me l’hai mandato ora, ancora non l’ho nemmeno letta.”
“Eh lo so, ma mi hanno detto di avere fretta, hanno il cinema alle 20.05.”

Guardo l’orologio, guardo lei, guardo la comanda, guardo tutte le comande precedenti (una quindicina con almeno un paio di tavolate da 10), riguardo lei.

“Lo so, non dire niente, lo so! Se me lo dicevano prima di ordinare non li facevo nemmeno sedere.”
Eh!
Vabbè… controllo le comande prima, mi rendo conto che sono tutte di fritti, mentre quella arrivata è per la griglia, la mando avanti chiedendo al cuoco di cercare di velocizzare il più possibile: 20.04 escono i piatti.

Quando sono andati a pagare si sono lamentati in cassa perché facevano tardi al cinema.