Dal veterinario.

Pomeriggio tranquillo, sala d’attesa quasi vuota.

A un certo punto entra un uomo trafelato, con il figlioletto al seguito.

“Ho appuntamento alle 15.”

La collega controlla l’agenda.

“Lei è il signor Rossi?”

“No, sono il signor Bianchi.”

“Ah, mi spiace, non risulta nessun appuntamento a suo nome. Di cosa avrebbe bisogno?”

E lui, senza il minimo dubbio:

“Il bambino ha la scabbia.”

A quel punto si è creato quel paio di secondi di confusione in cui il cervello cerca disperatamente di dare un senso a quello che ha appena sentito.

Perché sì, da noi esisteva un famosissimo antiparassitario contro la scabbia.