Ente di formazione.
Una cliente ci tartassa per giorni, chiedendoci come può fare per pagare la quota con la sua carta del docente.
Le spieghiamo la procedura, raccomandandole diverse volte che il buono va generato e inviato per la convalida entro il 23 dicembre alle 20, poiché poi chiudiamo l’ufficio per le festività natalizie e, riaprendo ben dopo capodanno, si andrebbe oltre il termine ultimo per l’utilizzo del buono.
23 dicembre: nessuna notizia.
La contattiamo più volte per ricordarle della scadenza.
Sì, tra poco ve lo mando!
La sera mi trattengo 30 minuti in più (a gratis), inutilmente.
Del buono nessuna traccia.
Rientriamo in ufficio dopo capodanno e, tra le email, troviamo FINALMENTE quella della signora: inviata il 26 dicembre.
La contatto per dirle che purtroppo ormai il sistema non mi permette di convalidare il codice e che se vuole partecipare al corso dovrà pagare diversamente.
Mi scusi, eh… ma io il codice ve l’ho mandato prima del 31 dicembre!
Sì, signora, ma, se rilegge la conversazione che abbiamo avuto via mail, noterà che le abbiamo ribadito più volte che entro il 23 sera doveva farcelo avere, perché poi l’ufficio sarebbe stato chiuso fino a oggi e nessuno avrebbe avuto modo di convalidarlo entro il 31.
Quindi ho perso 500 euro?
Sì, signora, ho anche provato a chiamare il call center per vedere se si possa fare qualcosa, ma purtroppo no.
No, signorina, lei non ha capito. Io il buono ve l’ho mandato. Adesso voi mi rimborsate, perché sennò vi denuncio!
Ma certo, va benissimo, signora. Ci denunci.