Ero in coda alla cassa di uno di quei negozi pieni di profumi di ammorbidente, candele alla vaniglia e offerte improbabili messe strategicamente vicino al bancone, così, giusto per farti comprare l’ennesima cosa di cui non sapevi di avere bisogno.

Davanti a me c’era una signora distinta, di quelle con la borsa grande e lo sguardo deciso, che fissava un punto preciso vicino alla cassa come se stesse contemplando un’opera d’arte.

“Scusi,” fa alla commessa, “ma c’è ancora quell’articolo che era esposto qui?”

La commessa, già con l’aria di chi aveva risposto alla stessa domanda almeno quindici volte:
“Eh no, li abbiamo finiti.”

La signora sospira, mano sul cuore.
“Che peccato! Erano proprio belli! Poi strano trovarlo qua da voi, non è un articolo tipico di questo negozio.”

“Eh già…” risponde la commessa con quel tono neutro che tradotto significa: non so nemmeno io perché li abbiamo ordinati.

La signora però non molla.
“Ma quindi non ce ne sono proprio più? Erano così belli! Ma erano in regalo?”

“Prima erano in omaggio, poi li hanno messi in vendita.”

“Ah! E non li fanno più? Erano proprio belli!”

“Non lo so signora, forse.”