Lavoro in noto negozio di casalinghi in un centro commerciale e la mia voce guida… Beh, non è delle migliori.
Entra una cliente, si guarda attorno:
“Buongiorno!”
“Un frullino!”
(Un frullino anche a lei! Comunque con frullino si può intendere anche una smerigliatrice)
“Buongiorno, sta cercando un frullatore con bicchiere, un montalatte, un mixer, un frullatore ad immersione, uno sbattitore elettrico, uno sbattitore a manovella o un tritatutto? Con frullino si intendono tante cose, mi aiuti..”
“Un frullino normale mi ha detto mio marito.”

(Dai dai chiedigli cos’è la normalità! Fallo ti ho detto!)
“Signora non ho capito cosa sta cercando.. Suo marito deve frullare, montare, macinare? .. È poi cos’è la normalità?”
“Eh, la normalità è una cosa normale.”
(E la relatività è la relatività e la gravità è la gravità, Albert ed Isaac spostatevi che qua i calabroni volano lo stesso)
Provo allora a mostrarle qualcosa:
“Va bene signora, le faccio vedere un frullatore”
“Ma io volevo un frullino.”
“Signora, con il termine frullino si intendono tante cose. Le faccio vedere uno sbattitore elettrico.
Allora lei, praticamente urlando:
“No, io voglio un frullino! Mio marito mi ha detto che devo comprare un frullino!”
“Gentilmente, posso parlare con suo marito? Perché così mi dispiace ma non riesco ad aiutarla…”
Prende il cellulare e, dopo aver smanettato per una quantità di tempo che da X tende ad infinito, fa una telefonata, urlando:
“Pino! Il commesso non sa cos’è un frullino!”
E mi passa il telefono:
(capra! capra! capra! Ignorante!)
“Buongiorno signor Pino, la signora mi ha chiesto un frullino, ma si possono intendere tante cose. Deve frullare, tritare, sbattere le uova?”
In una lingua aliena, traduco tutto ciò che ho capito in 3 minuti di sbraiti:
“Commesso? Culo? Frullino? Disco! Levigare!”
“La ringrazio davvero per la sua educazione, capisco poco il genovese. Comunque sono un ex artigiano, so bene cos’è un frullino. Ma noi non lo vendiamo, vendiamo principalmente articoli da cucina e per la pulizia della casa”
Mi risponde in una lingua a cavallo tra italiano e barbaro, con inflessioni sumere:
“Figuriamoci se in un negozio da fai da te come ** non vendete una smerigliatrice! E poi come fa ad essere a Genova e non sapere il Genovese?!”
“Sissignore, peccato che sono cresciuto al confine con la Francia e non so nemmeno il francese, sono così ignorante! Pensi che abito vicino al mare e non so nemmeno nuotare! Per esperienza personale posso dirle che da ** le vendono, peccato che quel negozio si trovi a 10 chilometri da qui!”
“Passami la r*a.”

Passo il telefono alla signora e me ne vado in magazzino. Ne susseguono parole non adatte ad un pubblico sensibile e particolarmente religioso.