Disturbi.
Gastronomia gluten free.

Ore 16:30.
Pomeriggio lento, vetrina in ordine, banco tirato a lucido. Io già so come andrà a finire, perché lo vedo arrivare da fuori: stesso passo, stessa esitazione sulla soglia, stessa aria da entro ma forse no.

Entra il signore.
Per l’ennesima volta.

È uno di quelli che fanno mille domande, osservano tutto come se fosse un museo, non comprano nulla e riescono comunque a farti perdere mezz’ora buona. Una specie di visita guidata… gratuita.

“Buonasera, cosa ha oggi di buono?”
“Buonasera, le solite cose: dolci, tramezzini, pizza, lasagne, supplì…”

Annuisce.
Si avvicina al banco.
Inclina leggermente la testa.
Osserva.

Osserva a lungo.
Ma lungo davvero.

Io nel frattempo penso: ok, respira, è solo un cliente.
Lui invece sembra stia analizzando una scena del crimine.

Dopo circa mezz’ora di contemplazione silenziosa:

“Mi scusi… ma i ventagli sono di oggi?”

“Certo, di questa mattina.”

Li guarda.
Li riguarda.
Si avvicina quasi col naso al vetro.

“No, perché sono uguali a quelli di mercoledì. Nello stesso vassoio.”