— Una decina di anni fa — oddio, sto invecchiando davvero! — ho lavorato in un negozio di informatica della GDO.
Di gente strana ne passava parecchia, ogni giorno era un piccolo zoo umano: c’era quello che voleva il “computer che non prende virus”, quello convinto che bastasse premere un tasto per “avere internet gratis”, e ovviamente gli immancabili fenomeni da battuta facile:
“Con questo portatile posso vedere tutti i film, anche i porno?”
Risatine. Sempre le stesse. Sempre poco divertenti.

Ma uno… uno in particolare me lo ricorderò finché campo.

Arriva un giorno questo tipo, aria sicura, passo deciso, sguardo da uno che “non lo freghi”. Si dirige dritto verso i portatili e, senza farsi troppi problemi, punta uno dei modelli più piccoli che avevamo: un cosino da 11 pollici, praticamente più vicino a un quaderno che a un computer.

“Questo va bene.”
Neanche una domanda. Neanche un confronto. Scelto.

Procediamo con la vendita e, da bravo venditore diligente, gli chiedo:
“Le serve anche Office?”

Lui mi guarda come se avessi appena provato a vendergli aria in bottiglia.
“Non ci provare. So bene che è già incluso.”