Successo diverso tempo fa, ma è il top in tutta la mia carriera lavorativa.
Ho un negozio di bomboniere e articoli da regalo. Vetrina piena di cose delicate, fiocchi, ceramiche, oggetti che gridano “qui dentro non troverai mai un elettrodomestico nemmeno per sbaglio”.
Entra lei. Passo deciso, sguardo convinto. L’aria di chi sa esattamente cosa vuole e soprattutto sa di avere ragione.
“Salve, l’altro giorno ho visto un tostapane in vetrina, me lo fa vedere?”
Io la guardo. Sorrido. Penso che sia una battuta. Non lo è.
“Guardi, forse si è confusa, perché non vendiamo elettrodomestici.”
Lo dico con quella calma da manuale, quella che usi quando pensi che basti una frase per riallineare la realtà.
Errore.
“No no, io l’ho visto qualche giorno fa in vetrina.”
La sicurezza con cui lo dice è quasi contagiosa. Per un attimo, giuro, mi passa per la testa: e se fosse vero? e se qualcuno avesse messo un tostapane senza dirmelo?
Mi giro mentalmente verso la vetrina che conosco a memoria: nastri, scatoline, soprammobili. Zero tostapane.
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