Successo qualche anno fa in hotel dove lavoro:
Entra lui, splendido splendente (e un poco deficiente).
Entra in albergo accompagnato da una gentil donzella.
Il facchino che era in turno con me si ricordava che questo aveva prenotato da solo, quindi chiede ad alta voce: “Scusate, potete identificarvi alla reception?”
“Sono un cliente, che vuoi?”
“Mi dica solo il cognome, per controllo… Sa, io non l’ho mai vista.”
Lui mi dice il cognome e…
“Signore, risulta da solo in camera, se la signorina sale con lei deve darmi il documento.”
“E da quando in qua si chiede il documento se una viene a trovarmi?”
“Da sempre, è la legge. O mi dà il documento o non sale.”
Lui prende il documento dalle mani di lei e me lo sbatte sul bancone dicendo: “Tiè! Comunque questa cosa la chiarirò!”
“Faccia come crede.”
Dopo un (bel) po’ la ragazza va via.
Verso le 4 scende e va dritto in sala colazioni dove, ovviamente, è tutto spento.
“Beh? Mi accendi? O devo cercarmi da solo l’interruttore?”
“Mi scusi ma che fa?”
“Che c’è? Ti devo dare il documento pure per fare colazione adesso?”
“Ma sono le 4 del mattino, le colazioni iniziano alle 6:30… Lei ha prenotato un breakfast box?”
“E che è?”
“Mi dispiace, ma la sala è chiusa.”
“Che cazzo di albergo è? Chiedete i documenti, la sala colazione apre quando vi pare a voi…”
“Un albergo come tanti signore… Facciamo quello che fanno tutti.”
(tra l’altro all’ingresso c’è il totem con tutte le info, compresi gli orari del ristorante per colazione, pranzo e cena).

Al momento di pagare, viene a sapere anche che la roba nel minibar era a pagamento. Era stato 3 giorni e si era mangiato e bevuto tutto. Non voleva pagare.
“Guardi, già è tanto che non le ho applicato un supplemento per la seconda persona, visto che è stata più di due ore… Quindi questo deve pagarmelo.”
“Ah, ma non finisce qui!”

… E invece credo proprio di sì!