Una al giorno.
Il fai da te che fa per… due.

Lui resta lì, davanti al frigorifero bucato, con quell’aria a metà tra il colpevole e l’incompreso.
Dice che voleva solo fissarlo meglio. Dice che pensava fosse la cosa più logica.

Il problema è che certe logiche funzionano finché non incontri la fisica.

Gli spiego che il gas è uscito, che il circuito è compromesso, che non è una cosa riparabile “al volo”.
Annuisce. Non convinto, ma rassegnato. Come chi accetta una verità solo perché non ha alternative.

Alla fine ne prende un altro.

Questa volta lo guardo bene prima che esca.
Non tanto per il frigorifero. Per lui.

Gli dico di seguire le istruzioni.
Non come consiglio. Quasi come preghiera.

Il giorno dopo chiama.