Io sono nel retro del laboratorio a preparare il banco delle paste fresche, mamma e una dipendente al banco a fare caffè e consegnare torte e pasticcini.
All’improvviso sentiamo un grido femminile provenire dal bagno e corriamo a vedere.

La scena è la seguente:
Un uomo sulla quarantina è davanti alla porta del bagno e la porta è rotta.
La signora che ha urlato è nel bagno ancora sotto shock e visibilmente imbarazzata ma si era prontamente rivestita.

“Scusi, ma cosa è successo?”
“Boh, ho sentito bussare e ho detto che era occupato dopo pochi secondi il signore ha spalancato la porta.”
“No, aspetti, cosaaa???”
“Eh, la porta era chiusa.”
“La porta era chiusa perché qualcuno stava occupando il bagno, come può vedere!”

Nel frattempo mia mamma ha guardato le telecamere e si vedeva il signore forzare la porta con una spallata.

“Ma scusi la porta era chiusa e lei l’ha presa a spallate? Mi ha rotto anche il cardine e l’asticella. Ma che cavolo di modi sono questi?”
“Oh, guarda che mi è pure caduta sul capo quella cosa lì mentre entravo.”

Noi ci siamo guardate come per dire: “Ma cosa stra****o succede? Stai a vedere che ora vuole pure i danni perché si è fatto male…”

Ci giriamo e lui è sparito, volatilizzato.