In cassa:
“Buongiorno signora. Ha la nostra carta?”
“No.”
“La facciamo? Attiva diversi sconti ed è completamente gratuita!”
Prorompe in una risata acutissima. Di quelle proprio… studiate. Finta come una banconota da tre euro.
“Ma no bella, non serve a niente. Che poi io vengo qui in negozio più o meno una volta al mese e non ne vale proprio la pena.”
Io la guardo.
Sorrido.
E dentro di me parte un leggero cortocircuito.
Perché noi avevamo inaugurato tre giorni prima.
Tre.
Giorni.
Io provo a mantenere la dignità:
“Ah… capisco…”
E parte anche la mia risata.
Forzatissima. Tipo eco della sua, ma più tragica.
“Eh sì,” continua lei, “ormai conosco bene come funziona qui.”
Certo. Veteranissima.
“Guardi,” aggiunge, “in questi negozi le carte servono solo a raccogliere dati, io non ci casco.”
Annuisco.
“Sì sì… meglio stare attenti.”
Dentro: signora, non abbiamo ancora capito nemmeno noi dove sono le graffette, figurarsi i complotti sui dati.
Passo gli articoli.
Bip.
Bip.
“Questo è in offerta?”
“Sì, con la carta.”
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