Un giorno, nel negozio dove lavorava il mio ragazzo, entra una coppia sposata che si reca da lui nel reparto “montagna”.
Periodo natalizio, quindi tantissima gente e poco tempo per fare tutto.

“Salve, vorremmo vedere delle scarpe.”
“Certo! Per entrambi?”
“Sì.”
“Ok, cominciamo col signore?”
Si recano al reparto scarpe maschili e perdono mezz’ora a fare domande assurde alle quali lui risponde con pazienza e gentilezza (giustamente).
Dopo quello che sembrava essere un parto, finalmente il marito dice:
“Ok, le prendiamo. Ora vediamo per mia moglie.”

Si spostano quindi al reparto femminile e il mio fidanzato comincia ad elencare le varie opzioni.
“Ti fermo subito, vorremmo l’esatto modello al femminile.”
“Certo, non c’è problema. Eccolo qui.”
“Ma non è uguale.”
“È il modello femminile, c’è qualche differenza estetica, ma è minima.”
“E non mi può vendere quelle da uomo anche per lei?”
“Sì, ma che numero?”
“36.”
“Signora, purtroppo quelle da uomo partono dal 38, non abbiamo un 36.”
“Ok, allora nulla.”
“Porto in cassa solo quelle da uomo allora.”
“No no, noi andiamo in montagna esclusivamente con scarpe uguali. Non le prendiamo.

Arrivederci.”