Natale.
Supermercato, canzoncine natalizie, fili dorati, palline colorate e tutto che brilla di bontà.
Sbagliamo a stampare un cartello promozionale: 20 centesimi in più.
Cliente, mai vista prima, alla cassa si accorge dell’errore:
“VOGLIO SUBITO PARLARE CON IL DIRETTORE, QUESTA LADRATA CONTINUA DEVE FINIRE! SIETE DEI DISONESTI…. @€#@@&&, OGNI VOLTA LA STESSA STORIA!!!”
La cassiera mi chiama in supporto ed io arrivo sulla scena del crimine un po’ timoroso.
“Buongiorno signora, che succede?” chiedo ottenendo l’effetto di un cerino accesso in una tanica di benzina. La tizia si asciuga la bava dalla bocca e mi spara a raffica un migliaio di affermazioni minacciose a millemila decibel in mezzo alle quali riesco a decifrare poche parole come “prezzi… Ladri…. Odio… Ci provate sempre… Vi mangio il cuore… La pandemia siete voi…. La pagherete cara.. Maledetti” e così via.
Preciso ancora: è la prima volta che la vediamo.
Le offro di farle pagare il prodotto al prezzo che ha visto esposto, come vuole la prassi, ma lei mi lancia l’ultimo anatema con voce tremante: “Noooo!!!”prende fiato “No, no. Nelle vostre strategie malvagie non ci casco. Mi dispiace. Ora la pagherete tutti.” E se ne va con il sottofondo di JINGLE BELLS, facendo svolazzare fili d’oro e palline colorate.
Ad oggi abbiamo ricevuto la telefonata del capo diretto, del grande capo di zona e di una manciata di ispettori ai quali ho dovuto spiegare l’accaduto e ai quali ho dovuto giurare che fosse andata veramente così.
L’altro ieri mi ha contattato il numero verde e un ufficio di cui ignoravo l’esistenza. Abbiamo sbagliato un cartellino. Un prezzo. 20 centesimi di differenza.
Buone feste a tutti.