L’inizio della primavera, per noi lavanderie, è un periodo pesante perché coincide con i cambi di stagione ed ora che è venuto il caldo tutti ci portano i capi invernali, ma anche i capi estivi. Ovviamente noi dobbiamo dare la precedenza a questi ultimi, essendo quelli che le persone indossano, mentre quelli invernali, che sono quelli che verranno messi via, sono quelli per i quali ci prendiamo dai 20/30 giorni per le consegne.
Arriva lei, una signora ben vestita, sui sessant’anni, con marito al seguito, a portarmi 2 cappotti e 2 giacche a vento.
Mi chiede la consegna in settimana (precisiamo che fuori ci saranno stati circa 28°).
“Guardi signora, mi spiace, ma prima di un mese non riusciamo a farli.
Siamo indietro con i capo invernali, in questo momento diamo la precedenza ai capi estivi.
“Come faccio io? Ne ho assolutamente bisogno!”
Dice, fissandomi inorridita.
La guardo mentre penso che a meno che non debba andare in Alaska o a Cortina, ormai quei capi non li indosserà più.
“Signora mi spiace ma siamo letteralmente ingolfate, non riusciamo proprio a fare capi invernali in questo momento.”
“Ma io ne ho bisogno assolutamente!” e mi fissa con la faccia sempre più scocciata.
“Signora mi spiace, proprio non so che dirle, provi a sentire in qualche altra lavanderia.” Mentre lo dico, faccio il gesto di spingere verso di lei la borsa come per ridarle la roba.
La vedo impallidire, poi si gira verso il marito:
“Prima di un mese non possono farci la roba, per te va bene?”
L’espressione di lui è stata uno spettacolo, era rimasto sulla soglia, si capiva che non aveva seguito nulla. Fissa la moglie, come fosse una bestia strana. Si strizza nelle spalle, come se la cosa non lo riguardasse minimamente, poi dice:
“A me proprio…”
Mi sono morsa l’interno della bocca per non ridere.
Lei si arrende.
“Sì, allora va bene tra un mese, mi raccomando quando è pronta mi chiami.”
“Ovviamente signora, sarà fatto.”

E anche se oggi i cappotti non servono più, loro li vogliono subito ma poi te li vengono a ritirare a ottobre.