Lavoro in un noto fast food.
Quel giorno ero in sala: cercavo di gestire la fila all’ingresso per evitare che si creasse troppo affollamento, sistemavo i vassoi lasciati sui tavoli, passavo lo spray sui ripiani e ogni tanto ricordavo alla gente di aspettare il proprio turno senza appiccicarsi addosso agli altri. Il classico caos da ora di punta: bambini che urlano, macchinette che suonano, gente nervosa perché aspetta cinque minuti in più per le patatine.

A un certo punto vedo avvicinarsi una ragazza, avrà avuto 19 o 20 anni massimo. In braccio teneva un bambino piccolo, forse un anno.
Si ferma davanti a me con aria super tranquilla e mi fa:

— “Ciao, senti… ma per caso qui fate servizio di cambio pannolino?”

Io all’inizio pensavo di aver capito male.

— “Scusa… servizio di cosa?”

— “Cambio pannolino. Cioè, voi dipendenti cambiate il pannolino ai bambini. È un servizio che molti fanno.”

In quel momento mi si è completamente bloccato il cervello.
Lavoro lì da anni, ne ho sentite di richieste assurde, ma questa mancava alla collezione.