Distributore di carburante, 16 agosto 2018

Caldo infernale.
Quel caldo fermo, pesante, che verso sera lascia l’asfalto ancora bollente e ti appiccica addosso la divisa come pellicola trasparente.

Sono quasi le sette.
La strada è deserta. Ferragosto appena passato, città svuotata, silenzio irreale. Si sente solo il ronzio dei neon del distributore e ogni tanto qualche cicala impazzita in lontananza.

Io sono lì che guardo l’orologio da almeno dieci minuti.

18:59:30.

Lo fisso come un detenuto che aspetta la scarcerazione.

Ho già fatto metà chiusura: pavimento lavato, cassa quasi pronta, sigarette contate, tapparella mentalmente abbassata da mezz’ora. Mancano trenta secondi alla libertà. Sto praticamente saltellando dalla felicità.

E ovviamente…

Arriva una macchina.

Lentissima.

Entra nel piazzale come se stesse facendo il red carpet a Cannes.
Si ferma davanti alla pompa.

Io penso:
“Va bene. Cinque minuti e chiudo.”

Illusa.