Lavoro in un supermercato/discount che propone anche molti articoli no food.
Questo è accaduto una settimana fa circa.
Giornata tranquilla, di quelle ingannevoli. Pochi clienti, ritmo lento, il tempo che sembra scorrere più piano del solito. Io al banco resi, in quella modalità mentale sospesa tra il “magari oggi fila tutto liscio” e il “non dirlo troppo forte che poi succede qualcosa”.
E infatti succede.
Arriva questo cliente, sulla quarantina abbondante, forse cinquanta. Passo deciso, espressione seria, uno di quelli che entra già con l’idea che qualcosa non abbia funzionato come doveva. In mano tiene una scatola.
La appoggia davanti a me.
“Salve. Devo rendere questo trapano. È troppo lento.”
Già la frase, così secca, mi accende una piccola spia. “Troppo lento” detto di un trapano può voler dire tutto o niente. Ma vabbè. Procedura standard.
Allungo la mano, prendo la scatola.
E già lì qualcosa non torna.
È… piccola.
Non “compatta”. Non “leggera”. Proprio piccola. Sospettosamente piccola. Di quelle dimensioni che ti fanno pensare più a un giocattolo che a un utensile.
La apro.
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