Ho lavorato per molti anni su navi da crociera come commessa, un mestiere che ti insegna più antropologia di qualsiasi libro. In molti casi ci tengo a specificare che i fatti che racconto sono avvenuti in ambienti culturali molto, ma molto diversi da quelli europei — e questa cosa, se non la tieni a mente, rischi di perderti metà del senso della scena.

SUD AMERICA — GIOIELLERIA

È uno di quei pomeriggi lenti ma ingannevoli, in cui il negozio sembra tranquillo ma sai che da un momento all’altro può succedere qualcosa di… interessante. Le luci della gioielleria fanno brillare tutto in modo quasi irreale: orologi, collane, bracciali, e anche quella piccola sezione un po’ fuori contesto — cinture di un noto marchio tedesco, famoso più che altro per strumenti di scrittura di altissimo livello. Quelle cinture sono lì, eleganti, minimal, con prezzi che non lasciano molto spazio all’interpretazione.

Entra una donna. Avrà una quarantina d’anni, portamento deciso, sguardo attento. Non ha l’aria di chi entra tanto per curiosare: lei osserva. Studia. Valuta.

Si avvicina alla vetrina delle cinture.

Le guarda con attenzione, una per una, come se stesse scegliendo qualcosa di importante. Si avvicina un po’ di più, strizza gli occhi per leggere il cartellino. Fa un mezzo passo indietro. Poi torna avanti.