“Possiamo sederci?”

“Buongiorno, un secondo che devo ancora igienizzare il tavolino.”

Annuiscono, ma non si siedono. Restano in piedi, immobili, come se stessi eseguendo un intervento chirurgico a cuore aperto. Prendo lo spray, passo con cura su tutta la superficie, poi sul portacenere, poi sulle sedie, una ad una.

Li sento bisbigliare.

“Guarda come esagera…”
“Eh, ormai è tutto così…”

Continuo senza dire nulla, passo anche il bordo del tavolo, per sicurezza. Uno di loro si sporge leggermente per controllare meglio.

“A voi signori.”

Si siedono, ma la signora prende subito il tovagliolino e lo passa dove ho appena pulito.

“Ma non poteva igienizzarlo con l’acqua??”

“Signora, devo usare per forza l’alcool.”

Fa una smorfia, guarda gli altri come a cercare approvazione.

“Guardi che non vengo in montagna a respirare alcool, si vergogni!”

Silenzio. Il marito finge di studiare il menù al contrario. L’amica sistema la borsa con un’attenzione spropositata. Io resto lì, con lo spray ancora in mano, a metà tra lo stupito e il rassegnato.