“In che senso, scusi?”
“Questa cosa di far pagare i giga! Io se pago un giga non posso toccarlo. I giga sono nell’aria e voi volete farmi pagare una cosa che è gratuita!”
In quel momento mille risposte mi passano per la testa: server, antenne, tecnici, infrastrutture, costi di manutenzione, energia elettrica, tutto quello che sta dietro a una connessione. Avrei potuto demolirlo con la logica. Ma l’esperienza mi ha insegnato che non tutte le battaglie meritano di essere combattute.
Così scelgo la via rapida, ironica e sprezzante.
Lo guardo e gli dico:
“Ha ragione, pensi anche alla televisione: pago il canone, ma mica posso toccare il programma. O alla corrente: l’ha mai visto un secchio di corrente? È già in rete e ci fanno pagare pure il trasporto dell’energia!”
I clienti in fila dietro di lui si mordono le labbra per non ridere, alcuni con la testa bassa per non farsi notare.
Lui però non arretra, anzi rilancia:
“Appunto! È tutta una truffa! Farò denuncia alle autorità competenti!”
Saluta, si gira ed esce.
Per qualche secondo resta il silenzio. Poi mi volto verso i clienti in coda. Loro mi guardano, io li guardo, e scoppiamo tutti in una risata fragorosa.
Italia, 2022.
Paese di sole, mare, vento… e giga. Che meraviglia la natura.
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