Assistenza clienti di una banca tedesca, linea dedicata alla sicurezza. Squilla il telefono: rispondo come sempre, già pronto mentalmente all’ennesimo caso di smishing.
Dall’altro lato una signora, piuttosto agitata:
«Buongiorno… ho ricevuto degli SMS strani. Dicevano che, a causa di movimenti anomali, mi avrebbero bloccato il conto e che dovevo cliccare su un link! Io mi sono spaventata e… ho chiamato subito!»
La classica trappola. Ok, procedura standard: prima si identifica il cliente, poi si controlla. Le chiedo il nominativo, il codice fiscale, la mail e il numero di telefono.
Controllo, ricontrollo, controllo ancora. Nulla. Nessuna corrispondenza. In archivio questa persona non esiste.
Per sicurezza rifaccio la domanda:
«Signora, mi scusi… ma lei ha un conto in d…bank?»
«Io ho il conto in Italia.»
Io prendo un respiro. «Certo, ma il conto italiano è comunque in d…bank?»
«No no, in un’altra banca.»
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