Questa mattina.

Comunicazione ufficiale: lavoreremo solo su appuntamento, due ore la mattina. Per il resto della giornata, uffici chiusi al pubblico.

Tradotto: meno gente, meno contatti, meno rischi. Una roba semplice, lineare, civile.

Giro di telefonate per avvisare i clienti.

“Buongiorno, volevamo informarla che, data la situazione, le polizze potranno essere pagate solo tramite bonifico.”

Dall’altra parte, pausa.

“Ah sì? Vabbè, a me il bonifico va bene… ma voglio passare.”

E già lì capisci che non sarà una conversazione breve.

“Guardi, ci dispiace ma dobbiamo tutelare la salute di tutti, oltre al fatto che non si può uscire di casa se non per necessità.”

“No no, ma io passo lo stesso. Mi annoio a casa, almeno passo un po’ il tempo… e poi voi non potete negare il servizio.”

Il momento esatto in cui realizzi che per alcune persone una pandemia globale è tipo una domenica piovosa: un fastidio logistico, nulla di più.

“Signore, non è una questione di volontà… è proprio che NON SI PUÒ.”