Sto dando una mano a una mia amica nella sua paninoteca per il periodo estivo. Niente di fisso, ogni tanto le copro un turno serale quando c’è il pienone o quando uno dei ragazzi dà buca.
È una paninoteca piccola ma molto curata, tutto alla griglia: porchetta, pancetta, salsiccia, hamburger, roba seria insomma. E menù chiarissimo, con prezzi ben visibili in grande dietro il bancone. Nessuna zona grigia. O meglio, quasi mai.

Ieri sera, verso le 21, arrivano due persone. Marito e moglie, direi, o almeno così sembravano: camminata sincronizzata e stessa espressione di chi sta cercando il modo più economico per saziarsi.

Appena entrano, lui con fare un po’ troppo rilassato chiede:
— “Che tipo di panini avete?”
La mia amica, che ormai sa a memoria la risposta, fa il suo solito discorso cortese:
— “Allora, abbiamo porchetta, pancetta, salsiccia, hamburger, tutto grigliato al momento. Se volete potete leggere direttamente il menù, è lì dietro di voi, con tutti i panini e i prezzi.”

Si voltano, leggono. E lì parte il teatrino.

Lei comincia a commentare ad alta voce, come se stesse parlando con se stessa ma in realtà per farsi sentire:
— “Mmm… 7,50… 8 euro… Mamma mia… Eh, però dai… solo per un panino…”

Intanto io guardo la mia amica, lei alza appena gli occhi al cielo: sapeva già dove stavamo andando a parare.
Dopo un paio di minuti tornano al bancone e fanno l’ordine:
— “Allora prendiamo due panini con porchetta e insalata. Basta.”