Lavoro in una piadineria dove facciamo mille tipi di impasti: classico, integrale, ai cereali, senza lattosio, senza strutto… praticamente abbiamo più varianti di impasto che gusti di gelato.
Una sera entra un gruppo di ragazze, tutte molto indecise. Si mettono davanti al banco come se stessero scegliendo il mutuo più conveniente della vita.
La prima ordina subito.
“Per me crudo, squacquerone e rucola.”
La seconda cambia idea tre volte:
“Anzi no… cotto… no aspetta… vegetariana… vabbè dai, salamino piccante.”
Fin lì tutto normale.
Poi arriva LEI.
Quella che già dal tono capisci che sarà una conversazione lunga.
Si avvicina al banco con aria sospettosa e mi fa:
“Ciao… avete un impasto che non contiene cose di origine animale?”
“Certo,” le rispondo sorridendo. “Puoi scegliere tra questo, questo e questo. Non hanno né latte né strutto.”
Lei mi guarda socchiudendo gli occhi come se stessi cercando di venderle uranio impoverito.
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