Faccio la cassiera in una biglietteria di giochi gonfiabili sull’acqua. A causa della profondità (3 metri) e della difficoltà dei giochi, ci è stato imposto di fare entrare accompagnati i bambini sotto un’altezza di un metro e quaranta e pagano entrambi.
Prima di pranzo arriva padre con figlio, palesemente sotto l’altezza sopra citata. Li accolgo con il miglior sorriso, li saluto e il padre mi chiede informazioni. Gli spiego che il bambino deve essere accompagnato, lui mi dice che sa nuotare, continuo gentilmente dicendo che non lo metto in dubbio ma non posso comunque farlo entrare da solo.
Il padre si scalda e porgendo i soldi dice:
“Mio figlio sa nuotare ed entra da solo!”
“Signore, gliel’ho già spiegato il motivo e oggi c’è anche maestrale”.
“Voglio parlare con la titolare, mio figlio è un pesce di mare!!”
“La titolare vive fuori e le direbbe la stessa cosa.”
Il padre alza la voce:
“Siete dei c******i, solo dei c*******i!” Mi butta i soldi per fare due biglietti e inizio a fare lo scontrino. Si gira al figlio rivolgendosi al figlio: “Per colpa tua devo pagare il doppio a causa di questi c*******i!”
Al che mi giro, stavolta belva io.
“La invito ad abbassare i toni e le parole”.
“Sennò che mi fai?”
Lo guardo dritto negli occhi e scandisco bene le parole:
“La invito ad abbassare i toni.”
“Vabbé, viene mia moglie.”
Inutile dire che non ha fatto salire la moglie ma solo il bambino, che ha avuto difficoltà tutto il tempo.
4 Ottobre, 2021 alle 5:08 pm
Povero bambino, che genitore si ritrova!