Devo prenotare un premio con i punti fedeltà a una cliente.
Operazione semplice, teoricamente: nome, numero di telefono, verifica dati, clic, premio prenotato.
Teoricamente.
Dopo cinque minuti buoni passati a rovistare nella borsa — tra scontrini del 2009, fazzoletti accartocciati, caramelle sciolte e almeno tre tesserine di supermercati diversi — finalmente riesce a trovare il numero di telefono collegato alla tessera.
Perfetto. Posso iniziare.
Controllo a video.
“La tesserina è intestata a suo marito, mi può dare la data di nascita del signore?”
“Sì certo, è 00000.”
La guardo. Sorrido. Forse ho capito male.
“Sicura? Il programma mi dice dati incongruenti. 00000 è la data di nascita di suo marito?”
“No, è la mia.”
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