Una al giorno
Quando il caldo non ti fa ragionare
Siamo solo a metà turno di una giornata moooolto calda di luglio.
Quel caldo appiccicoso che ti entra nelle ossa, ti rallenta i pensieri e trasforma ogni frase in uno sforzo atletico. Per sopravvivere in questi giorni dovresti girare con una flebo di Polase in vena e avere un cartello appeso al collo con scritto, a caratteri cubitali, che sì, i condizionatori portatili hanno tutti il tubo, così, giusto per risparmiare un po’ di fiato e qualche neurone.
Nel reparto trattamento aria c’è sempre la solita fauna: 4 o 5 clienti fissi che stazionano lì come se fosse un’oasi nel deserto. Tutti a turno davanti ai ventilatori accesi, a infilare la mano davanti alla griglia per capire quale “fa più fresco”, con quell’aria seria di chi sta prendendo una decisione di vita importantissima.
Uno dice che questo spinge meglio l’aria.
L’altro che quello lì “sembra più potente”.
Un terzo sostiene che a casa sua un ventilatore uguale “fa molto più freddo”.
A casa sua. Certo.
Poi arriva lei.