Era un sabato pomeriggio tranquillo quando la scena si è svolta nella cartolibreria, un piccolo angolo di tranquillità in un angolo di città. La luce soffusa e il suono delle campane in lontananza creavano un’atmosfera rilassata, ma quella signora era pronta a sconvolgerla.

La porta si aprì con un tintinnio e, con un sorriso smagliante, entrò una donna ben vestita. “Buongiorno tesoro, sono venuta a ritirare il regalo per la mia nipotina”, disse con tono dolce ma deciso. La saluto e, come ogni sabato, rispondo prontamente: “Buongiorno signora, un secondo che lo vado a prendere nel retro.” Era una di quelle giornate in cui, come sempre, il pacco era pronto, ma le dinamiche con i clienti sono sempre uniche.

Torno con il pacco, appoggio delicatamente il regalo sul piano vicino alla cassa e le mostro il cartellino del prezzo con lo sconto applicato dal titolare. In cartolibreria siamo io, il titolare e la moglie, sempre in armonia, sempre pronti a risolvere qualsiasi richiesta. Ma questa volta qualcosa sembra non andare per il verso giusto.