Questa le batte tutte.
Squilla il telefono in negozio, tono tranquillo, giornata normale. Rispondo. Dall’altra parte una voce un po’ affaticata, ma decisa.
“Buongiorno, senta… io sono ricoverato in ospedale con il coronavirus.”
Già qui, pausa mentale. “Mi dispiace, mi dica pure.”
“Allora, avrei bisogno urgente di un cellulare nuovo. Il mio è morto. Se io faccio un bonifico al vostro negozio… lei potrebbe portarmelo direttamente in ospedale?”
Silenzio di due secondi, giusto il tempo di realizzare bene la richiesta.
“Guardi… no, non posso. Per policy e anche per sicurezza. Non può chiedere a un amico o a un parente di passare a ritirarlo e portarglielo?”
Dall’altra parte sospira, come se stessi proponendo una cosa assurda.
“Eh no… perché poi magari si ammalano, capisce? E se si ammalano e muoiono, io mi sentirei in colpa.”
Altro silenzio. Stavolta un filo più lungo.
“Capisco… però il concetto è lo stesso anche per me.”
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