Redazione.
Squilla il telefono. Dall’altro capo giunge una voce indignata che pare la Carlotta nei suoi giorni peggiori, quando il Fantasma dell’Opera le ha proprio fatto girare le palle, ‘sto screanzato: “VOGLIO PARLARE CON L’EDITORE!”
Considerato che l’editore, a una che sbraita così, risponderebbe con una sonora pernacchia (gli voglio bene), decido di provare a risolvere io la cosa.
Con diplomazia.
E questo è stato il mio errore, perché sto alla diplomazia come un caimano incazzato sta al veganismo. Prima o poi dovrò accettarlo.
…Sono la vicedirettrice, posso aiutarla?
Ho scritto per avere consiglio [rubrica mensile in cui esperti danno consigli molto specifici a un lettore]. Sono passati tre mesi e non mi avete pubblicata!
Beh, potrebbe volerci un po’: è una rubrica mensile e abbiamo ricevuto altre domande. Quindi, se per esempio ci sono cinque persone prima di lei, dato che rispondiamo ad uno al mese.
Perché solo uno al mese??
Perché è una rubrica lunga, con consigli che vanno nel dettaglio e pubblichiamo un caso al mese. (E questo da sempre, non è una cosa nuova. Altrimenti ‘sta rubrica prenderebbe mezza rivista. Che fra l’altro esce una volta al mese.)
Chiaramente, la cosa non le pare ragionevole.
Quindi mi state dicendo che devo aspettare chissà quanto?!?
Beh, quanto ci vorrà a rispondere a chiunque abbia scritto prima di lei. Posso controllare.
È una cosa indegna!
Ok, Carlo’, hai rotto il ca**o.
Signora, essere parte della rubrica mica è un servizio a pagamento, né un diritto umano. I tempi sono quelli, non posso farla passare davanti a chi ha scritto prima e sta aspettando come lei.
Cancellerò l’abbonamento!
Faccia come le pare.
COS…
Tu tu tu tu tu